Blues

Il Blues raccontato da Sara Berni, leader dell'House of Blues italiana, il Big Mama di Roma
Foto di Pino Mannarino

Il Blues è meditazione, anima, amore. Il Blues è trasformazione.

Il Blues è il precursore del Jazz, è lo Spiritual che diventa Gospel, ed il Gospel e l’R&B che diventano Soul e Funk. Blues è l’origine della musica nera. Un’origine ritenuta semplice, ma non facile.
Il Blues è il Master, il maestro da cui tutto discende.

Per questo è imprescindibile nella mia musica e nel mio background.
Ma il Blues non è solo un linguaggio da cantare, fatto di indicazioni, parametri e regole.
E’ “avere” il Blues. Sentire il Blues.

Spero che il mio cuore italiano possa sempre rendere giustizia, con empatia, umiltà e reverenza, a tanta musica, a tanto contenuto, a tanta profondità. A un passato raccontato da una comunità umana che sento così vicina, nonostante in prima persona io non lo abbia vissuto.

Blues è la capacità dell’uomo di parlare di cose terribili in modo ironico, cose che non sarebbero mai dovute accadere e non dovrebbero mai accadere a nessuno.
Blues è raccontare storie che non si possono raccontare, giocando, cambiando, nascondendo le parole.

Blues è fare i conti col diavolo esteriore ed interiore, uscendone con un sorriso stampato sulla faccia, qualsiasi cosa accada. Un sorriso che non è finzione ma comprensione e trascendenza, malinconia e consapevolezza, ironia e denuncia, accettazione e lotta, meditazione in essere, sollievo e cura.

Blues è uno stato d’animo. Blues non è perfezione nell’esecuzione, ma anima ed emozione.
Blues è il potere trasformativo della musica che ti strappa a quel remoto senso di tristezza che appartiene a tutti noi perché siamo tutti connessi anche quando non riusciamo a rendercene conto.

Blues è la guarigione che fa rifiorire la gioia e nella gioia ti ricorda persino la malinconia.
Blues è l’accettazione che tutto sei ancora tu.

Fatto di emozioni, di bellezza, di armonia, di rinascita.