Crossover

Essere un cantante crossover, cosa vuol dire per Sara Berni, tra gli artisti più eclettici del panorama italiano
Foto di Fabio Casanica, Teatro Petrolini, Roma

Sono una cantante Crossover.

Spesso mi viene chiesto: “ma tu che formazione hai”?
E questa risposta sembra quasi un anatema da non pronunciare perchè arduo da comprendere.
Qualcosa di sconosciuto che “farebbe poca presa sul pubblico”.

Allora chiediamoci il Crossover che cosa è.
Almeno da quando è stato appellato tale.

La parola crossover letteralmente vuol dire “incrocio”.
In musica quindi descrive un genere che prende in prestito caratteristiche di generi differenti, più strutturati e noti, per crearne un incrocio appunto, come nuova fusione “allettante per fasce di pubblico più ampie”.

In teoria.

Immagina per esempio composizioni di musica classica che, usate nel pop, diventano a volte di successo per chi appunto… ascolta musica pop.
Non è così raro.
Pensa a Frank Zappa già negli anni 70.

Alcune fusioni crossover hanno ormai un nome identificativo come il baroque pop (musica classica strumentale e rock) o il crossover classico (opera lirica e musica leggera).
E così il crossover rock (fusione dell’heavy metal con hip hop funk, punk rock o alternative rock) o il crossover trash (hardcore punk, già evoluzione del punk rock, fuso con il trash metal, derivato dall’heavy metal classico).
E se ti parlassi di rap rock, rap metal, rapcore? Riusceresti a vedere gli incroci?
Eh sì, dentro c’è anche il funk.
Un altro nome su tutti per avere un’idea?: Red Hot Chili Peppers.

Ricordo anni interi alla fine dei 90 ed oltre, ad ascoltare concerti Fusion dal vivo.
Finalmente smisi di sentirmi un animale strano.
Jazz fusion, celtic fusion, eccolo lì davanti ai miei occhi, il “crossover”. Abbracciava persino il mio amore per la musica celtica.

Se traducessimo scorporando la parola “crossover” in “cross over”, tradurremmo “passare attraverso”.

Ecco questo per me è il crossover.

Passare attraverso linguaggi e stili che ho sempre amato senza fermarmi mai su uno soltanto.
Respirarci dentro.

Il Soul che fa parlare la mia anima.
Il Blues che la fa vibrare e cura le mie ferite.
Il Rock che urla quando sono troppo grandi.
Il Pop che la rende comprensibile.
Il Jazz che spalanca mente e cuore e a lei mi riporta quando mi perdo.
Il Gospel che la fa celebrare.
Lo Spiritual che la fa sperare e ricordare.
La musica celtica che la rende leggera.
La musica indiana che la fa volare.

Sono una Cantante Crossover.

Mi dicono di non dirlo perchè non si capisce e perchè “le nicchie arrivano a pochi”.
Per una vita mi è stato chiesto di scegliere un solo genere musicale.

Ma questa è la sfida: fare in modo che questo “incrocio”, strano e Unico, questa fusione e questo passare attraverso, non arrivi alla tua mente che ha bisogno di categorie e nomi.
Che non sia “allettante per fasce di pubblico più ampie”.
Ma che arrivi all’anima di tutti.

Che arrivi a Te.